Nuova pagina 1
Vacanze, Vacanze lastminute 120x90.gif
 
Home
Home
Il Gruppo
Aquiloni
Mongolfiere
Fotografie
Gli Amici
Link
Inviaci i Progetti
La foto del mese
La Storia
Tecniche di Volo
I Venti
L'Elettronica

Scrivici
Mailing List

Ci hanno visitato

La rosa dei venti
La rosa dei venti

- Nord - N 0° - tramontana

La tramontana è un vento freddo proveniente da nord, particolarmente frequente in Liguria, soprattutto in inverno, dove spira con violenza, prevalentemente allo sbocco delle valli, causando repentini e considerevoli cali di temperatura.

Può verificarsi a cielo sereno, oppure con cielo nuvoloso e precipitazioni quando è associata ad un sistema perturbato. Quest'ultimo caso è, appunto, quello detto di "tramontana scura" che, nella Riviera ligure, spinge giù dall'arco appenninico e alpino le perturbazioni provenienti da settentrione. Per questa ragione un proverbio ligure sentenzia: "tramuntan-na scüa, ægua següa" ("tramontana scura, pioggia sicura").


- Nord-Est - NE 45° - grecale

Il grecale o greco è un vento mediterraneo che soffia da nord-est. Soffia con particolare frequenza soprattutto sulle regioni del Mediterraneo centrale e sulle regioni adriatiche. Il vento è così denominato perché dall'isola di Zante, punto di riferimento della rosa dei venti, soffia da nord-est in corrispondenza, appunto, della Grecia.

Il vento di grecale può essere associato a tempo perturbato anche lungo le regioni del versante tirrenico e sulla Pianura padana, quando si forma un minimo depressionario in quota sui mari a ovest della penisola italiana ed un minimo al suolo tra l'Adriatico e lo Ionio.

In questo caso le correnti in quota possono essere occidentali o sud-occidentali, associate al passaggio dei sistemi perturbati, mentre i venti al suolo risultano soffiare da nord-est. Tale configurazione, se associata nella stagione invernale dalla discesa di aria artica marittima dalla porta del Rodano, può creare le condizioni adatte per le nevicate a quote bassissime e anche in pianura sulle regioni occidentali italiane

 

Nella stagione invernale, il vento assume spesso le caratteristiche di vento freddo e secco associato alla discesa di aria artica continentale, soffiando spesso con intensità moderata o forte.

La sua azione si innesca in presenza di strutture di alta pressione centrate a nord delle Alpi, che convogliono l'aria verso una zona di bassa pressione che si approfondisce a latitudini più meridionali, generalmente tra l'Italia meridionale e il Mar Egeo. La sua entrata nel bacino centrale del Mediterraneo avviene attraverso una delle "porte" che si aprono lungo la catena montuosa dei Balcani in corrispondenza delle coste dell'Adriatico orientale, ove presenta caratteristiche di vento molto freddo e secco.

Attraversato il Mar Adriatico, il vento impatta lungo il versante orientale della dorsale appenninica, ove si forma il muro dello stau, che porta tempo molto perturbato e freddo a est e clima asciutto e secco a ovest, pur con temperature basse

 

Durante la stagione estiva, il vento di grecale soffia come brezza di terra lungo le coste del Tirreno e come brezza di mare lungo il litorale adriatico.

In presenza di una rimonta dell'anticiclone subtropicale africano con massimo pressorio al suolo situato a nord delle Alpi, la ventilazione al suolo risulta diffusamente nord-orientale tra il debole e il moderato e contribuisce ad innalzare notevolemente le temperature sulla Pianura padana e lungo le regioni centro-settentrionali tirreniche per effetto favonizzante dei rilievi montuosi

- Est - E 90° - levante

Il Levante è un vento generalmente debole che spira da Est verso Ovest nel Mediterraneo occidentale. Il vento si origina nel centro del Mediterraneo al largo delle Isole Baleari e soffia verso Ovest per raggiungere la sua massima intensità attraverso lo Stretto di Gibilterra. La sua influenza è sentita fino in Italia sul Tirreno e sulla parte centro-meridionale dell'Adriatico. È un vento fresco e umido, portatore di nebbia e precipitazioni, riconosciuto come causa di particolari formazioni nuvolose sopra la Baia e la Rocca di Gibilterra, dove può provocare mare agitato e trombe marine. Il vento può manifestarsi in qualunque periodo dell'anno, ma ricorre comunemente fra luglio e ottobre. D'inverno, il Levante è spesso accompagnato da piogge forti. Il nome del vento deriva da levante inteso come Est, il punto cardinale da cui ha origine. Può essere chiamato anche Euro, vento che gli antichi confondevano con il Libeccio-Scirocco o Scirocco.

- Sud-Est - SE 135° - scirocco

Lo scirocco (dall'arabo shulùq, vento di mezzogiorno) è un vento caldo proveniente da Sud-Est che proviene dal Sahara e da altre regioni del nord Africa. Prendendo tradizionalmente come punto di riferimento l'Isola di Zante (nel Mar Ionio), lo Scirocco prende il nome dalla Siria, direzione dalla quale spira il vento. </p> <p>Nasce da masse d'aria tropicali calde e secche trascinate verso nord da aree di bassa pressione in movimento verso est sopra il Mar Mediterraneo. L'aria calda e secca si mischia con quella umida del movimento ciclonico presente sul mare ed il movimento in senso orario spinge questa massa d'aria sulle coste delle regioni del sud Europa. </p> <p>Lo scirocco secca l'aria ed alza la polvere sulle coste del Nordafrica, tempeste sul mediterraneo e tempo freddo ed umido sull'Europa. Il vento soffia per un tempo variabile da mezza giornata a molti giorni. Molte persone attribuiscono a questo vento effetti negativi sulla salute e sull'umore per via del caldo e della polvere portata dalle coste dell'Africa e della discesa della temperatura in Europa (cfr. ad esempio l'espressione popolare &quot;sciroccato&quot; e l'esclamazione &quot;scirocco&quot; diffusa in Veneto). La polvere può causare danni ai dispositivi meccanici e penetrare negli edifici. </p> <p>Questi venti soffiano più di frequente, con velocità fino a 100 km/h, in primavera ed autunno raggiungendo un massimo nei mesi di marzo e novembre </p> <p>Lo stesso vento assume il nome di jugo in Croazia e ghibli in Libia. Lo scirocco che giunge sulle coste francesi contiene più umidità ed assume il nome di marin

- Sud - S 180° - ostro

 

Ostro (dal latino Auster, vento australe) è il nome tradizionale di un vento che spira da Sud nel Mar Mediterraneo; è anche detto vento di Mezzogiorno. L'ostro, talvolta, viene identificato impropriamente con i più noti venti di libeccio e scirocco, che spirano anch'essi dai quadranti meridionali. È un vento caldo e umido portatore di piogge. Il vento è conosciuto anche col nome di Noto dall'omonimo personaggio della mitologia greca Noto (Astreo), figlio di Astreo e di Eos.

I suoi effetti sul clima italiano determinano il richiamo di aria calda da sud.

Il vento è generalmente secco se associata all'espansione dell'anticiclone subtropicale africano verso nord; in tal caso è apportatore di onde di calore che possono essere anche durature, i cui effetti maggiori si hanno ove tende a fohnizzarsi.[1]

Il vento può soffiare anche come vento prefrontale, prima del passaggio di un'area di bassa pressione. In questo caso la sensibile risalita delle temperature può considerarsi soltanto effimera e temporanea, pur potendo essere associata ad elevati tassi di umidità.


- Sud-Ovest - SW 225° - libeccio

 

Il libeccio è un vento di Mezzogiorno o Ponente (spira da Sud Ovest), anche detto Africo o Garbino.

Vi sono più ipotesi sul nome: la più diffusa, è che derivi dal fatto che nell'isola di Zante, presa come punto di riferimento per la denominazione dei venti, il Libeccio spira dalla Libia (antico nome del continente africano).

L'altra, accreditata presso i linguisti, è che derivi dall'arabo lebeg.

Il nome Garbino è utilizzato nell'area orientale dell'Emilia-Romagna, nel nord delle Marche e in Abruzzo. In Friuli, nella Venezia Giulia, in altre aree delle Marche e in Dalmazia è chiamato Garbin.

Nell'Italia meridionale è conosciuto molto bene per il calore che porta con sé, e i contadini sanno bene che cosa significa avere i raccolti e le piante distrutte dalle libecciate di fine estate.

Durante la stagione estiva, il vento di libeccio soffia generalmente come brezza di mare lungo le coste occidentali della penisola italiana e come brezza di terra lungo quelle orientali, in condizioni di stabilità atmosferica.

Nella stagione estiva e, in misura nettamente minore anche nelle altre stagioni, il vento può fohnizzarsi lungo il versante adriatico e sullo Jonio, oltre che sulle coste orientali della Sardegna e su quelle settentrionali della Sicilia. Le configurazioni che innescano tali situazioni presentano strutture di alta pressione a sud e a est della penisola italiana e centri di bassa pressione in approfondimento a nord-ovest della penisola, con la conseguente risalita di aria calda da sud-ovest verso nord-est dal bordo orientale della depressione verso quello occidentale e settentrionale delle aree anticicloniche. Di questo tipo fu la configurazione del 24 luglio 2007 con temperature record sul medio-basso Adriatico e sullo Jonio.

Il vento di libeccio soffia anche durante il passaggio dei fronti perturbati atlantici in movimento da ovest verso est, assumendo in questo caso caratteristiche di vento umido portatore di pioggia.

 
- Ovest - W 270° - ponente

 

Il Ponente, anche detto Zefiro o Espero è un vento del Mar Mediterraneo che spira da Ovest. La denominazione è conferita dal punto cardinale dal quale soffia

Il vento di ponente soffia generalmente come brezza marina durante la stagione estiva, lungo le coste della Maremma grossetana e del Lazio, inoltrandosi in modo più o meno deciso anche nel corrispondente retroterra, svolgendo un'azione alquanto mitigatrice sulla calura, pur tendendo ad elevare moderatamente i tassi di umidità per la provenienza dal mare.

Per approfondire, vedi la voce Ponentino.

Il vento assume le medesime caratteristiche anche lungo le coste occidentali della Puglia e della Sicilia; sulla Puglia orientale e sulla Piana di Catania e le corrispondenti coste orientali dell'isola può determinare invece un sensibile aumento delle temperature per effetto favonico, accompagnato però da bassissimi tassi di umidità.

Il vento può soffiare anche in associazione al flusso zonale che determina il passaggio di vari corpi nuvolosi atlantici con aria piuttosto mite e con scarsi fenomeni precipitativi, per lo più brevi e deboli pioviggini, fatta eccezione per le zone a ridosso dei rilievi su cui si forma il muro dello stau, ove il maltempo può risultare moderato. Tali configurazioni prevalgono generalmente nel periodo compreso tra ottobre ed aprile.

.
- Nord-Ovest - NW 315° - maestrale

 

Il maestrale (o mistral dall'antico provenzale maestral) è il vento che spira da Nord-Ovest. Viene così denominato perché, lungo la direzione nord-occidentale rispetto all'isola di Zakynthos (Zante o Zacinto, in Grecia è il punto di riferimento della Rosa dei venti), vi è Venezia, la via maestra dal porto di origine. Secondo una versione ugualmente accreditata, il nome deriva da "magister mundi" o da "magister gentis", ovvero dal modo in cui i navigatori identificavano Roma che all'epoca rappresentava appunto la città principale (maestra) del mondo conosciuto. Altri sostengono che derivi dall'antico provenzale "maestral" che però avvalora la tesi che si tratti di un vento proveniente da una direzione "maestra", principale, come quella della città eterna. Il maestrale è detto anche "Provenza" in quanto arriva al Mediterraneo passando principalmente per le coste provenzali.

La genesi di questo vento si ha quando correnti di aria polare o artica irrompono nel Mediterraneo occidentale dalle coste della Provenza. In queste circostanze le masse d’aria provenienti da Nord, scavalcano il Massiccio Centrale francese ed i Pirenei, incanalandosi poi lungo la valle del Rodano, dove vengono molto accelerate dalla rapida discesa sui versanti sottovento. Nella maggior parte dei casi, questa accelerazione consente ai venti di Mistral di giungere ancora irruenti fino alle coste di Corsica e Sardegna.

Se associato alla discesa di aria artica marittima o aria polare fredda marittima, il vento assume le caratteristiche di vento freddo e umido, determinando un peggioramento delle condizioni del tempo con associata una progressiva e netta diminuzione delle temperature. In questo contesto, le regioni italiane maggiormente esposte al maltempo e al calo termico sono quelle del versante occidentale ove, nella stagione invernale, si possono avere nevicate associate fino a quote molto basse e, localmente anche in pianura. La diminuzione sensibile della temperatura avviene nel momento in cui si verificano le precipitazioni, quasi sempre sotto forma di rovescio o temporale, con probabili graupel in caso di neve.

Nuova pagina 1
I nostri Aquiloni
Cacciatore di nuvole
Cody
Flash
Magix box
Penta
Cell 33820458154

Fax 1782276504

Via Saffi 16 - 04100 Latina - Italia

webmaster